Per me l’artigianato è continua ricerca, sperimentazione.


Ho esplorato molti territori, tecniche, materiali e temperature in un percorso ventennale che mi ha portato qui, in bilico tra il funzionale e il decorativo.

L’ambito funzionale è rigoroso, dominato dal gres lavorato a tornio e dallo studio e la sperimentazione degli smalti nei loro aspetti estetici e funzionali. La mia ricerca è orientata non solo a un valore estetico personale, sospeso tra il calore delle finiture satinate e la profondità di quelle lucide, ma anche a garantire la massima sicurezza d’uso per gli oggetti destinati alla tavola.


Sono convinta che la ceramica artigianale è fatta per essere usata quotidianamente. I miei pezzi funzionali sono pensati per la vita reale di ogni giorno: resistono senza problemi alla lavastoviglie e al forno a microonde, unendo l’unicità de fatto a mano alla praticità dell’uso quotidiano.

L’ambito decorativo invece è governato dalla natura e dal caso. Creo elementi d’arredo foggiati a tornio ma rifiniti attraverso cotture alternative: a gas, a legna e in saggar. In questi processi la natura diventa co-autrice dell’opera: utilizzo ossidi, foglie, crine di cavallo, alghe e materiali organici che lasciano la propria impronta indelebile.

In questi pezzi, il caso e il fuoco influiscono sul risultato finale tanto quanto la mia mano, regalando opere irripetibili dove la traccia degli elementi naturali si fa storia e superficie.


Il mio laboratorio è in un posto bellissimo, la piazza Maggiore della città di Feltre, un gioiello rinascimentale incorniciato dalle montagne del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

Lavoro in un palazzo del ‘500, sotto la supervisione e con l’interferenza di un cane e due gatti che non vanno molto d’accordo.

La mano non è solo uno strumento per eseguire ciò che la mente ha già pensato; la mano pensa, apprende e guida il processo di creazione in un dialogo continuo con la materia.

Richard Sennet
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