La mia ceramica d’uso è in grès foggiato al tornio. È l’aspetto più “architettonico” del mio lavoro, ed è quello che mi affascina di più: la forma — semplice o complessa, a seconda dell’ispirazione del giorno — nasce da una massa informe e trova la sua finalità. Diventa un vaso, una bottiglia, una brocca: un oggetto destinato ad abitare una casa e a interagire quotidianamente con le persone.

Formule personali e sostenibilità

Negli ultimi anni ho studiato e sviluppato una serie di smalti personali, formulati a partire da minerali, argille native della mia terra e cenere di legna. Questa componente viva e sempre variabile, ricavata dal mio caminetto, rispecchia un’altra mia grande passione: il riciclo e il recupero delle materie prime.

Sono molto consapevole dell’impatto della mia attività sull’ambiente. Per questo alimento i forni con energia fotovoltaica, recupero le argille e riutilizzo i materiali da imballaggio per le spedizioni.

L’estetica della Studio Pottery

La mia ricerca coniuga forma e funzione in uno stile lineare ed essenziale, ispirato al movimento della Studio Pottery. È un traguardo arrivato dopo quasi 25 anni di formazione e sperimentazione autonoma: un percorso che mi ha condotta a trovare, finalmente, la mia voce nella ceramica.

Sicurezza, durabilità per l’uso quotidiano

Lo studio della chimica dei materiali mi consente di controllare lo smalto non solo per la sua resa estetica, ma per garantirne la durabilità e la totale assenza di tossicità. Sono orgogliosa dei miei smalti: unici, resistenti e perfettamente adatti al contatto con gli alimenti.

Le mie stoviglie in gres, cotte ad alta temperatura in ossidazione, offrono caratteristiche di resistenza e facilità d’uso del tutto analoghe ai prodotti industriali (idonee per lavastoviglie e microonde). Il loro valore aggiunto? Un tocco irripetibile di umanità e originalità sulle nostre tavole.

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